Astrocuriosità | novembre 2018 – Saltellando sull’asteroide

La curiosità del mese a cura di Tomaso Belloni L’esplorazione planetaria si sta spingendo sempre più in quella che fino a qualche anno fa era fantascienza.Questo mese proviamo ad andare un po’ nel dettaglio di una spettacolare missione giapponese.L’asteroide 162173 Ryugu, scoperto nel 1999, è uno degli oggetti del sistema solare pericolosi per la terra, dato che la sua orbita di 475 giorni interseca la nostra.Si tratta di un oggetto di forma simile a un diamante, del diametro di solo un chilometro e di tipo piuttosto raro.Il suo nome Ryugu deriva da quello del palazzo sottomarino dove abita il dio drago del mare nella mitologia giapponese. L’agenzia spaziale giapponese JAXA, forte del successo della missione Hayabusa (“Falco Pellegrino”), ha selezionato Ryugu come obiettivo della nuova sonda Hayabusa 2.Lanciata nel dicembre del 2014, Hayabusa 2 ha raggiunto Ryugu nel giugno di quest’anno dopo un lungo “inseguimento”.Resterà in orbita intorno all’asteroide per un anno e mezzo e poi rientrerà sulla terra alla fine del 2020, proprio come aveva fatto Hayabusa. Di solito le sonde non ritornano, ma c’è un buon motivo in questo caso.Nel settembre 2018, il mese scorso, Hayabusa ha sganciato due piccoli rover, dai roboanti nomi di Rover-1A e Rover-1B.Si tratta di due oggetti a forma di pentola, 18 cm di diametro e 7 cm di altezza.Sono stati sganciati quando la sonda orbitava a 55 metri dalla superficie di Ryugu.Ciascun rover è equipaggiato di due fotocamere e un termometro e hanno inviato delle immagini molto suggestive. Il nome Rover suggerisce che si spostino, ma come fanno senza “zampe” o ruote?Saltellano come rane utilizzando delle masse in rotazione al loro interno e sfruttando la bassissima gravità alla superficie di Ryugu.Al momento di scrivere stanno ancora zompando sull’asteroide. A inizio ottobre 2018 ha poi sganciato l’esploratore mobile di superfici di asteroidi (MASCOT), più grande e dotato di strumenti più sofisticati, inclusa una fotocamera per osservare nel dettaglio la superficie.Ha funzionato per circa 17 ore, la durata delle sue batterie non ricaricabili (niente pannelli solari) e si è spostato una volta rotolando per fare misure in […]









