Astrocuriosità | luglio 2017 – La Scienza non è democratica

La curiosità del mese a cura di Gabriele Ghisellini Non si può decidere a maggioranza se la relatività generale è giusta.Come ha detto bene Piero Angela, la velocità della luce non si fissa per alzata di mano.Se due scienziati hanno teorie diverse, non vince chi urla più forte. Né quello che ha più titoli. Se un giovane studente ha una opinione diversa da un premio Nobel, non ha ragione necessariamente il premio Nobel. Non ha necessariamente ragione neanche chi ha più esperienza, chi è più buono, chi ha dimostrato fino a quel momento di essere migliore.Né chi è più simpatico, chi si veste meglio, chi ci è più amico, chi è più rassicurante, chi è più telegenico, chi ha accumulato negli anni una grande autorevolezza.Certo, dobbiamo ascoltare le ragioni degli “esperti”, ma non è la loro esperienza che assicura la verità nella scienza.Nella scienza non c’è nessun principio di autorità. E non ci deve essere.Quando Einstein ha sconvolto il 1900 con le prime sue teorie rivoluzionarie (relatività e esistenza dei quanti) era un giovincello di 26 anni, escluso da quel mondo accademico a cui anelava. Oggi sarebbe un impiegato statale, magari alle poste. Laureato, sì, ma come ce ne sono tanti, alle poste …Quando de Broglie stava studiando per il suo dottorato, il suo relatore non sapeva che pesci pigliare: il suo dottorando voleva proporre che non solo le onde possono essere particelle, ma anche che le particelle potevano essere onde! Chiese aiuto ad Einstein che lo rassicurò. Ma de Broglie non aveva ragione solo perché anche Einstein era d’accordo con lui. Questo non basta, non è rilevante.E allora, come si fa a sapere se una teoria è valida? Badate bene, qui stiamo parlando di scienza, ma possiamo farci la stessa domanda guardando una trasmissione televisiva in cui due politici litigano. Come facciamo a stabilire chi ha ragione? Da quanta gente applaude uno o l’altro? No. E quando navighiamo in rete raccogliendo […]









