Maria Rosa Panzera

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Astrocuriosità | aprile 2024 – Il Grande Annichilatore

La curiosità del mese a cura di Luigi Foschini La curiosità di questo mese riguarda un oggetto compatto particolare, dal pittoresco nome Grande Annichilatore, che si trova dalle parti del centro della Via Lattea (Fig. 1). Il nome astronomico è invece 1E 1740.7-2942, dove 1E sta per la prima versione del catalogo delle sorgenti cosmiche osservate dal satellite Einstein, mentre gli altri numeri indicano le coordinate astronomiche riferite all’anno 1950: quindi, 1740.7 vuol dire ascensione retta 17h 40.7m e -2942 sta per declinazione -29° 42′. Einstein era il secondo di una serie di tre satelliti della NASA dedicati all’astrofisica delle alte energie (High-Energy Astrophysical Observatory HEAO-2, 1978-1981) e rinominato in onore del celebre scienziato ebreo Albert Einstein (14 marzo 1879 – 18 aprile 1955). Il satellite aveva quattro strumenti per le osservazioni ai raggi X con energia tra 0.2-20 keV (per confronto, pensate che l’occhio umano è sensibile a fotoni con energia di circa 1 eV) e fu il primo satellite a ottenere immagini a tali energie. Parte del tempo di osservazione fu dedicata a mappare il centro della Via Lattea e i risultati di queste osservazioni furono pubblicati nel 1984 da P. Hertz e J. Grindlay. In questo articolo comparve per la prima volta questa sorgente, ma non suscitò particolare attenzione. Peraltro, 1E 1740.7-2942 si trova in prossimità del centro Galattico, dove la presenza di grandi quantità di materia interstellare assorbe la luce visibile, per cui è estremamente difficile trovare la controparte ottica, che rimane tutt’ora incerta. La sorpresa arrivò nel 1990, quando il centro della Via Lattea fu osservato nuovamente dal satellite sovietico GRANAT (1989-1998). A bordo aveva diversi strumenti, tra cui anche apparecchi francesi e danesi, operanti ai raggi X e raggi gamma (2 keV – 100 MeV). In particolare, il telescopio francese SIGMA (30 keV – […]

Astrocuriosità | marzo 2024 – Universo pi greco

La curiosità del mese a cura di Gianluigi Filippelli “Esplorare il pi greco è come esplorare l’universo.” David Chudnovsky Il 14 marzo, meglio noto in ambienti matematici come pi day, si avvicina, per cui in questa nuova astrocuriosità, proveremo a capire il legame tra il pi greco, il numero più famoso del mondo, e l’astronomia. Virgola dopo virgolaIl pi greco, (\pi), è definito come il rapporto tra la circonferenza e il suo diametro. Vale 3.1415 e un numero infinito di cifre. E sin dagli albori della matematica, i matematici hanno cercato di calcolarne le sue cifre,prima per usi pratici e poi semplicemente per il senso della sfida che tale impresa evoca. In questa quasi ossessiva ricerca, il record delle cifre decimali del pi greco è datato 21 marzo del 2022, quando EmmaHaruka Iwao dopo 158 giorni di calcolo trovò ben 100000000000000 cifre dopo la virgola. Per ottenere questo risultato la ricercatrice ha utilizzato l’algoritmo di Chudnovsky, un metodo particolarmente rapido per il calcolo delle cifre decimali del (\pi) basato su una delle formule di Srinivasa Ramanujan e sviluppato nel 1987 dai fratelli David e Grigorij Vol’fovič Čudnovskij. Dei due fratelli, quello che viene considerato il più geniale è Gregory, più piccolo di David di 5 anni. Nati entrambi a Kiev quando ancora l’Ucraina facevaparte dell’Unione Sovietica, riuscirono a fuggire sia grazie allo stato di salute di Gregory, affetto da miastenia gravis, sia grazie all’aiuto di due importanti personalità statunitensi dell’epoca, il senatore Henry Jackson e il matematico Edwin Hewitt. Le informazioni biografiche sui due fratelli e sulla loro vita negli Stati Uniti sono piuttosto scarne: i due si sono sempre mantenuti lontani dai riflettori, probabilmente pervia della malattia di Gregory, ma forse anche per una certa mancanza di specializzazione matematica. Gli interessi di ricerca dei due fratelli includevano, infatti, la […]