Astrocuriosità | maggio 2024 – Risonanze cosmiche

La curiosità del mese a cura di Daniele Spiga Risale al filosofo greco Pitagora (VI sec. a.C.) l’idea che il Cosmo (parola che in greco significa infatti “ordine”) sia un sistema perfettamente organizzato, basato sulla forma sferica e sul moto circolare, garanzia di stabilità ed eterno ritorno alle origini. Pitagora aveva infatti due grandi passioni: i numeri interi e la musica, e nella sua visione le due nozioni si fondevano per spiegare l’armonia dell’Universo. Infatti, Pitagora si era accorto che le lunghezze delle corde di una cetra (di uguale spessore e tensione), per essere in accordo fra loro, dovevano seguire combinazioni di rapporti di numeri interi piccoli, come 3:4 (intervallo di quarta) e 2:3 (intervallo di quinta). Pitagora non se ne rendeva esattamente conto, ma questo accade perché le corde possono vibrare non soltanto alla frequenza fondamentale che dà il nome alla nota, ma anche a tutti i suoi multipli (detti armonici). Quando le due corde hanno una di queste frequenze in comune, possono risuonare, ovvero comunicarsi la vibrazione a distanza. Volete verificarlo? Non serve che andiate online a ordinare una cetra… prendete una chitarra ben accordata, pizzicate con forza la corda più sottile, il Mi cantino (329.6 Hz), e fermatela subito: sentirete un’eco della stessa nota provenire dalla corda più spessa, il Mi basso, che è intonato due ottave sotto (82.4 Hz). Il motivo è che il Mi basso può vibrare anche al quarto armonico, cioè a una frequenza quattro volte più alta, che è sempre un Mi, ma due ottave sopra e che perciò è entrato in risonanza con il Mi cantino. Alla fine del XVII secolo, la scala musicale basata su rapporti frazionari tra frequenze fu abbandonata in favore del sistema che usiamo tuttora oggi (detto temperamento equabile, basato su frequenze con rapporti irrazionali). Ma il concetto […]









