Cieli di Brera | 2026

Illustrazione di Alice Sironi

Una serie di incontri con alcuni grandi astrofisici e astrofisiche italiani/e che, oltre che nel proprio settore di ricerca, si sono distinti anche per le capacità di comunicazione.

Tutti gli incontri si svolgono solo in presenza alle ore 18.00 presso la Sala Aldo Bassetti della Pinacoteca in Palazzo Brera, via Brera 28, dove fin dal 1762 ha sede l’Osservatorio Astronomico di Brera.

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI (posti disponibili: 100)

  • 6 maggio
    Svelando i misteri del primo universo: storie di relazioni tossiche tra buchi neri e prime galassie
    Roberta Tripodi, INAF – Osservatorio Astronomico di Roma

Negli ultimi anni, le osservazioni effettuate dal telescopio spaziale James Webb (JWST) stanno rivoluzionando la nostra conoscenza della formazione di galassie e buchi neri supermassicci nel primo universo. Tra le scoperte più interessanti si colloca una nuova popolazione di galassie ospitanti buchi neri chiamate ‘Piccoli punti rossi’ (LRDs), la cui vera natura rimane ancora sconosciuta. Nel corso di questo incontro, verranno presentati i risultati più recenti riguardo le proprietà delle prime galassie, inclusi i LRDs, e la loro inesorabile relazione con i buchi neri, con l’obiettivo di fornire un quadro coerente dei processi che guidano l’evoluzione delle prime galassie. 

Biografia
Roberta Tripodi è una ricercatrice a tempo determinato presso INAF-Osservatorio Astronomico di Roma. Ha conseguito il dottorato all’Università degli studi di Trieste con una tesi sulle proprietà del gas e della polvere freddi nelle galassie ospiti dei quasar a z > 6. Il focus della sua ricerca è lo studio delle proprietà delle galassie nelle prime fasi di formazione ed evoluzione (z > 4) attraverso i dati di ALMA e JWST, con enfasi sulle galassie ospiti di AGN – inclusi i ‘Piccoli punti rossi’.

  • 10 giugno
    Sulle tracce delle galassie: strumenti e idee che cambiano la nostra visione dell’Universo.
    Adriana Gargiulo, IASF – Istituto di Astrofisca Spaziale e Fisica Cosmica – Milano
  • 30 settembre
    TBD
  • 21 ottobre
    TBD
  • 18 novembre
    TBD
  • 9 dicembre
    TBD

Eventi passati

  • 11 marzo
    BEaTriX: il cielo in una stanza
    Bianca Salmaso, INAF – Osservatorio Astronomico di Brera

Come si collaudano i potenti telescopi spaziali destinati a studiare i misteri dell’Universo prima di lanciarli nello spazio? La risposta è portare l’infinito in laboratorio. In questa conferenza vi presentiamo BEaTriX: una gemma tecnologica dell’Osservatorio di Brera che porta ‘il cielo in una stanza’.  Generando un fascio di raggi X perfettamente parallelo, BEaTriX riesce a simulare la luce proveniente da sorgenti cosmiche poste a distanze infinite, permettendoci di testare sulla Terra gli ‘occhi’ tecnologici che un giorno sveleranno i segreti dei buchi neri e delle galassie lontane.

Biografia
Bianca Salmaso è laureata in biofisica e nella sua carriera ha lavorato sia presso l’industria che presso vari istituti di ricerca. Ha lavorato per più di 8 anni presso la STMicroelectronics come responsabile dei processi fotolitografici per le tecnologie Bi-CMOS. Dal 2009 lavora presso il Gruppo di Ottiche per raggi X presso l’INAF-Osservatorio Astronomico Brera. Nel 2016 si è dottorata con una tesi sullo sviluppo di telescopi leggeri in banda X. Nel suo ruolo attuale, coordina le attività di disegno, realizzazione e commissioning del nuovo laboratorio di test X BEaTriX.

  • 18 febbraio
    Astrofisica del futuro: la Luna come laboratorio per le onde gravitazionali
    Ferdinando Patat, Observing Programmes Office – European Southern Observatory

Da oltre un secolo, la Relatività Generale di Einstein ha rivoluzionato la nostra visione dell’Universo, rivelando che spazio e tempo formano un tessuto dinamico capace di incurvarsi sotto l’azione della gravità. Da questa intuizione nasce una delle sue conseguenze più spettacolari: le onde gravitazionali. Dopo i grandi successi dei rivelatori terrestri, come LIGO e VIRGO, nuove frontiere si stanno aprendo in un territorio ancora in gran parte inesplorato. Tra queste spicca la missione LGWA (Lunar Gravitational Wave Antenna), un progetto visionario che mira a utilizzare l’intero globo lunare come rivelatore di onde gravitazionali. LGWA promette di ampliare in modo decisivo la nostra capacità di “ascoltare” il cosmo, aprendo finestre osservative inaccessibili dalla Terra. Una sfida tecnologica e scientifica senza precedenti, che segna la prossima grande avventura nella comprensione dell’Universo.

Biografia
Ferdinando Patat ha conseguito la laurea ed il dottorato di ricerca in Astronomia presso l’Università di Padova. Dopo una borsa di studio in Germania ed una fellowship presso l’Osservatorio di La Silla (Chile), nel 1999 è entrato a far parte dello staff internazionale dell’Organizzazione Europea per la Ricerca Astronomica (ESO). Dal 2011 ne dirige l’Ufficio dei Programmi di Osservazione, che coordina la selezione dei progetti scientifici e l’allocazione del tempo al Very Large Telescope.
La sua attività scientifica riguarda principalmente le Supernovae nell’universo locale, la natura delle stelle che le generano e i meccanismi che conducono alla loro esplosione. È membro del consiglio direttivo della Lunar Gravitational Wave Antenna.